È il momento di occuparsi dell’olivo

È il momento di occuparsi dell’olivo


L’olivo, coltura assai rassicurante sotto l’aspetto della conduzione colturale e della produttività, oggi finalmente è al centro di un rinnovato interesse colturale/culturale/salutistico e non meno importante anche economico. Nelle ultime annate, infatti, gli andamenti climatici, molto diversi da un anno all'altro, e una maggiore meccanizzazione, hanno causato alternanze di produzione molto accentuate e problematiche fitosanitarie inusuali. Si passa da annate con super produzioni da record ad altre con cali del raccolto anche dell’ottanta percento, e contemporaneamente si osservano problemi fitosanitari mai registrati, come gli attacchi di tignola e mosca particolarmente aggressivi e una significativa diffusione di malattie crittogamiche come la lebbra. Ciò obbliga gli olivicoltori a modificare i tradizionali piani di lotta alle avversità di questa coltura. In questo contesto, un intervento di difesa fitosanitaria successivo alla raccolta, con un formulato rameico (poltiglia bordolese, rame tribasico, rame in miscela con lo zolfo) va seriamente preso in considerazione, sia per le produzioni convenzionali sia per quelle bio.
Il rame, prodotto fitosanitario ammesso in agricoltura biologica così come lo zolfo, assicurerebbe in questa fase oltre alla cura delle malattie la cicatrizzazione delle ferite causate dalle operazioni di raccolta, impedendo la via d’accesso, ai tessuti vegetali, da parte di funghi e batteri (rogna dell’olivo).

Giuseppe Bono



ott 18, 2016