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La coltivazione del carciofo entra nella sua fase più delicata

La coltivazione del carciofo entra nella sua fase più delicata


La pianta di carciofo (Cynara scolymus L.), nota per la sua rusticità e capacità di adattamento in coltura intensiva e per le nuove varietà oggi diffuse in coltivazione nel nostro areale, mostra tutta la sua suscettibilità nei confronti di numerose avversità. Dal temutissimo arvicola (topo di campagna) che in particolari annate è in grado di causare danni ingenti alla coltura, ai più diffusi frequentatori delle coltivazioni, gli insetti. Quest’ultimi, rappresentati da nottue, afidi, coleotteri, insetti minatori e chiocciole sono al centro delle preoccupazioni dei produttori ancor prima della messa a dimora delle piantine o degli ovoli. È necessario, nelle strategie di lotta, utilizzare i più efficaci principi attivi ammessi per la coltura, avendo cura di alternare le molecole impiegate e rispettare le dosi riportate in etichetta. Comunque sia, i migliori risultati si ottengono impiegando i formulati commerciali in miscela con un coadiuvante ad azione acidificante.
Tra le malattie crittogamiche, cioè da fungo, il clima caldo umido di questi giorni favorisce le infezioni di oidio, riconoscibili per gli ingiallimenti delle foglie basali, e di peronospora, i cui sintomi più evidenti sono rappresentati dalle macchie gialle circolari sulla pagina superiore. I normali interventi di difesa messi in atto in via preventiva dai produttori sono generalmente sufficienti a controllare queste patologie. Assai più temibili risultano i funghi responsabili dei marciumi radicali e al colletto. Per tali patologie è necessario farsi guidare dal tecnico, che solo dopo un sopralluogo in campo potrà indicare la strategia più efficace.

Giuseppe Bono



Oct 18, 2016