Il suo potere anticrittogamico è in funzione della temperatura, della finezza delle particelle e dell’umidità relativa. In particolare la temperatura deve essere superiore a 10 -12°C per gli zolfi più grossolani, e il potere anticrittogamico aumenta progressivamente fino ai 40°C. Combatte l’oidio agendo sullo stesso allo stadio elementare, come vapore. Grazie alla sua azione, lo zolfo dopo essere penetrato nel protoplasma cellulare, porta la sua azione sul sistema enzimatico della produzione di acido solfidrico al posto dell’acqua e, quindi, la morte del fungo dovuta essenzialmente alla deficenza idrica. È bene tenere presente che a temperature elevate tutti gli zolfi diventano fitotossici. Si consiglia pertanto di effettuare i trattamenti nelle ore più fresche della giornata, specie durante il periodo di piena estate. Esistono formulati “fisiofarmaci” per la prevenzione di rugginosità
Antene S antioidico
Anticrittogamico per la lotta contro le malattie fungine sensibili allo zolfo.



